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Il Comune di Komen si estende sul territorio del Carso su una superficie di 103 chilometri quadri lungo il confine tra la Slovenia e l'Italia. Il comune di Komen è incastonato tra il comune di Duino-Aurisina nella parte occidentale e la valle del fiume Branica ai margini Nord del Carso dove poi affluisce nella valle del Vipacco. Il comune confina con quelli sloveni di Miren-Kostanjevica, Nova Gorica, Ajdovščina e Vipava, nonché con il comune italiano di Doberdò del Lago. Oltre a Sežana a Sud, Komen tocca anche il comune di Sgonico.

Stando ai dati del giugno 2010, nelle 20 comunità locali con 35 paesi e borghi vivono 3556 carsolini.

Il centro amministrativo e la sede del comune è il paese Komen con l'Ufficio locale, la posta, il poliambulatorio, la farmacia, e gli uffici bancari della Banka Koper e della Deželna Banka.

A Komen vi è anche la Scuola elementare Anton Šibelja Stjenka con la sua sede secondaria a Štanjel, ciascuna con i propri asili che fanno parte dell'Asilo di Sežana.

Il centro culturale di Komen si trova in piazza nel cuore del paese e fu costruito nel 1947, anno in cui gli abitanti esiliati ritornarono nelle proprie abitazioni bruciate durante la guerra ed iniziarono a sentire la neccessità di impegnarsi in associazioni culturali locali

La maggioranza dei residenti nel comune lavora nelle vicine città di Nova Gorica, Sežana ed Ajdovščina, una parte invece è impiegata anche nelle aziende locali quali Alukomen Holding s.p.a., Alukomen s.p.a. ed Iskra Avtoelektrika Livarna Komen oppure nelle piccole imprese private.

Piano piano l'immagine del Carso si trasforma grazie anche alla gente locale che negli ultimi anni coltiva sempre più vigneti di refosco dal quale produce il pregiato terrano carsico. Il Carso inferiore è da sempre conosciuto per il proprio vino ed il prosciutto tradizionale, l'offerta turistica però include anche la natura incontaminata, per la quale si snodano piste ciclabili ed altri sentieri, nonché il mondo sotterraneo ancora affascinante e tutto da scoprire.

I cimiteri militari della Prima guerra mondiale sparsi tra i paesi Gorjansko, Brje, Komen e Sveto rammentano il passato difficile del posto, noto come l'entroterra del Fronte di Isonzo, anch'esso lasciando il proprio segno tra la gente. Si parla del comune come dello spiraglio tra l'Est e l'Ovest, invece per i carsolini di Komen, sempre coscienti delle proprie origini, non si più di certo dire lo stesso. Gli abitanti tornano volentieri alle proprie radici e rispolverano il patrimonio culturale ed i costumi tradizionali del posto. È così che ripropongono l'artigianato dei tagliapietra, tutelano con cura le caratteristiche architettoniche del Carso, nonché le danze e le canzoni popolari, delle quali si occupa maggiormente l'Associazione culturale Karel Štrekelj di Komen. Molto conosciuto vi è anche il Premio Karel Štrekelj che prende il nome dall'illustre linguista ed annotatore del patrimonio culturale popolare sloveno.

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